PARABOLA DEI VIGNAIOLI OMICIDI

 

 Ho fatto un video commento a Mc 12,1-12, la meditazione è svolta dal Lago di Tiberiade in Israele, luogo dove è avvenuta una grande parte degli episodi evangelici.

 Si tratta di una riflessione che mi è stata chiesta per la Pastorale Giovanile della Chiesa di Siena.

Nel video mi rivolgo particolarmente a Siena, ma sono considerazioni che si applicano bene anche a altre città. Spero che vi piaccia e che vi troverete qualche buona ispirazione.

 

Il Signore vi benedica!

 

 

“Si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. 2Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. 3Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. 4Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. 5Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. 6Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. 7Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. 8Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. 9Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. 10Non avete letto questa Scrittura:
La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
11questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?».
12E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.”  Marco 12, 1-12

 

 

 

video e musiche originali di Filippo Rossi

 

 

 

 

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Ditelo nella luce

“Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo sui tetti”

Cari lettori,

questo è il mio primo post e come ogni prima volta c’è una certa emozione…“In principio Dio creò i cieli e la terra” (Gen 1,1). Ognuno di noi può creare qualcosa, per dono di Dio, e partecipare alla sua opera creatrice. Alla fine mi sono convinto che devo tirare fuori in qualche modo il talento ricevuto, ma non è stato facile vincere la mia naturale ritrosia.

Gesù ci invita prima di tutto all’umiltà e ci dice che lui è la luce del mondo

sunset in Galilee, near Tabgha

e che anche noi siamo questa stessa luce del mondo, come una città posta sul monte che non può restare nascosta. Parla della nostra luce che deve risplendere davanti agli altri e delle opere buone che i discepoli devono compiere perché, vedendole, gli uomini glorifichino il Padre nostro che è nei cieli. Gesù ci invita alla preghiera nascosta e a non praticare le nostre opere davanti agli uomini per essere visti da loro. Eppure esorta anche ad annunciare il Vangelo fino agli ultimi confini della terra, e fa l’esempio del lievito che deve fermentare tutto, del sale che ha perduto il sapore e non è più buono a nulla se non ad essere gettato via e calpestato dalla gente. E ripete ancora oggi: “Se questi taceranno, grideranno le pietre!” (Lc 19,40).

Gesù ci invita a parlare nella “luce”, allo scoperto, in modo trasparente e franco e persino a salire sul tetto ad annunciare ciò che egli ci ha appena sussurrato nell’oscurità. I messaggeri del Vangelo dovrebbero essere così: non hanno nulla a che vedere con segreti, raggiri, ipocrisie, calcoli utilitaristici e metodi diplomatici di questo mondo. I messaggeri del Vangelo hanno con gli altri relazioni trasparenti e annunciano in modo chiaro un messaggio chiaro. Il messaggio semplice e luminoso di Gesù, un messaggio che è luce e deve essere detto nella luce, un messaggio che è pace e amore. Il messaggio di Gesù è un Vangelo, cioè una buona notizia. Alcune persone non lo accolgono perchè il nemico ruba le parole seminate nei loro cuori. Altre persone non lo accolgono perchè noi cristiani siamo incoerenti e quello che predichiamo non suona affatto come una “buona notizia” a causa delle contraddizioni storiche e contemporanee della chiesa e di ciascuno di noi. Non siamo capaci di proporre agli altri Gesù tale e quale Lui è. Lo proponiamo invece filtrato attraverso le nostre categorie, le istituzioni, le teologie che sono diventate più importanti di Dio stesso, e i nostri obsoleti abiti ecclesiastici……Per questo, se vogliamo obbedire a Dio e “dire nella luce” il suo messaggio, il nostro principale impegno deve essere andare al cuore di esso, sfrondarlo dalla ruggine accumulata nei secoli e con semplicità, senza proselitismi, proporlo agli altri.

Signore della luce, tu che sei luce,

fa che ogni nostro annuncio sia sempre e solo luce,

perchè qualcosa di te, anche attraverso di noi,

possa raggiungere i nostri fratelli.

Amen

 

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